Fermo restando che Bersani è il nostro candidato, può essere anche un bene che si discuta. Apprezzo il fatto che Veltroni si sia finalmente convertito alla dialettica interna, che non apprezzava affatto da segretario. Si lamenta delle critiche che gli abbiamo rivolto quando guidava il PD, ci ha accusati di disfattismo, di sfascismo. Ma noi, al contrario di quello che sta facendo lui oggi, non abbiamo mai minacciato la creazione di un movimento.
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Personalmente non condivido le critiche a Veltroni sulla opportunità del documento. Quelle critiche rischiano di marcare divergenze normali e in un partito.Resta il fatto che il documento presenta elementi politici discutibili.1) Mentre un tempo il segretario era automaticamente candidato alla Presidenza del Consiglio ora si invoca una personalità esterna. IO rimango dell’idea che nell’attuale sistema il segretario e il presidente del consiglio non debbano necessariamente coincidere.2) Manca una compiuta strategia per le alleanze. Si dice di concentrarsi sul rilancio del partito – giusto – ma non si indicano linee per una futura coalizione.3) Il concetto di partito a vocazione maggioritaria non l’ho mai compreso. Se si intende solo affermare il ruolo di un grande partito riformista la locuzione è inutile. Se invece il riferimento è al maggioritario non vedo che senso abbia il riferimento ad un sistema elettorale che non c’è: un partito non può comportarsi “come se ci fosse” il maggioritario.4) La preferenza per l’uninominale lascia molti dubbi: l’uninominale (secco per i tre quarti del parlamento) non ha funzionato in Italia perchè ha rafforzato i partiti piccoli (che entravano in Parlamento con l’uninominale e non con il maggioritario); l’uninominale comportava la spartizione dei collegi tra vari partiti con imposizione dall’alto di UN candidato: si invoca maggiore possibilità di scelta oggi ma in realtà l’elettore non ne ha mai avuta; non è vero che l’uninominale consente di scegliere il governo (vedere la Gran Bretagna oggi)e, anzi, l’idea di un governo scelto è antitetica al sistema parlamentare; l’uninominale consente la vittoria in Parlamento di chi ha perso le elezioni in termini di voti (fatto già verificatosi); la versione a doppio turno eliminerebbe tutti i problemi tranne quello della vittoria degli sconfitti ma non credo passerebbe mai nell’attuale Parlamento.5) Veltroni predilige sempre questo ecumenismo politico che rimuove i conflitti anzichè focalizzarli. Lui afferma sempre che non bisogna difendere interessi: giusto, un partito non è un sindacato o un’associazione di categoria. Ma gli interessi andranno pure interpretati in un progetto complessivo valorizzandone alcuni e penalizzandone altri.