Il nuovo Trattato, infatti, modifica considerevolmente l'assetto istituzionale dell'Unione: conserva la presidenza semestrale dell'UE ma aggiunge due figure istituzionali, il Presidente permanente del Consiglio europeo (il belga Herman Van Rompuy), in carica per due anni e mezzo, e l'Alto Rappresentante per la politica estera e Vicepresidente della Commissione (l'inglese Catherine Ashton) che avrà il compito di rappresentare l'UE sulla scena internazionale.
Come intende orientarsi la Presidenza spagnola in questo nuovo quadro istituzionale? Innanzitutto istituendo una vera e propria "Troika" con gli Stati membri che assumeranno le due successive presidenze di turno, ossia Belgio e Ungheria; inoltre iniziando un'attiva collaborazione con il Presidente del Consiglio europeo e con l'Alto Rappresentante, fin dai primi appuntamenti istituzionali, come il Consiglio europeo convocato per il prossimo 11 febbraio, interamente dedicato alla crisi economica, e garantendo un'azione decisa dell'UE, di concerto con l'Alto Rappresentante, per un intervento europeo in seguito al recente terremoto ad Haiti.
Ed è proprio parlando di Haiti che il Primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero ha esordito al Parlamento europeo, mercoledì 20 gennaio, nel corso della seduta di presentazione del semestre di Presidenza spagnola.
Zapatero ha affermato la necessità di uno sforzo collettivo dell'UE e della comunità internazionale per una ricostruzione profonda dello Stato haitiano, garantendo un aiuto immediato ed efficace alle popolazioni colpite, che devono essere le uniche protagoniste e destinatarie di quest'azione.
Il Presidente di turno ha illustrato le priorità che saranno sul tavolo della Presidenza: una Presidenza che - garantisce Zapatero - sarà fortemente europeista e volta a rafforzare il ruolo dell'Unione sia sul piano economico sia su quello politico.
Questo semestre rappresenterà infatti una fase di cambiamento su diversi fronti: un cambiamento economico, in seguito alla crisi economica; un cambiamento politico, con le nuove sfide istituzionali; un cambiamento nelle relazioni esterne, con l'approfondirsi del processo di globalizzazione; un cambiamento nelle relazioni con i cittadini europei, con l innovazioni previste dal Trattato di Lisbona.
Sul versante economico, la presidenza spagnola intende affrontare quattro grandi temi, nell'ambito della nuova strategia europea di rilancio economico "EU2020".
- l'approfondimento dell'interdipendenza tra gli Stati membri sul piano energetico, per realizzare un mercato comune dell'energia e migliorare l'impiego di fonti energetiche rinnovabili nell'UE;
- lo sviluppo delle tecnologie legate alla società dell'informazione, settore in cui l'UE è leader, allo scopo di creare un vero e proprio mercato interno digitale;
- l'impegno per un'economia sostenibile, che contribuisca alla lotta contro i cambiamenti climatici, in particolare tramite un piano di sviluppo delle auto elettriche;
- l'investimento nella ricerca europea e nel sistema di istruzione, per migliorare l'eccellenza dell'università europea.
Il rafforzamento dell'economia europea non potrà però farsi senza un'unione politica che vada verso una sempre maggiore integrazione tra gli Stati membri e un'effettiva partecipazione dei cittadini alla vita politica europea: il Trattato di Lisbona fornisce nuovi strumenti alle Istituzioni europee per agire in questo senso.
Uno dei più importanti è senza dubbio il diritto di iniziativa dei cittadini, che permetterà ai cittadini europei di presentare delle proposte legislative che potranno essere recepite dall'UE. Nel nuovo assetto istituzionale creato da Lisbona, il Parlamento europeo rappresenterà il centro politico dell'UE: per questo la nuova presidenza auspica un coinvolgimento pieno di questa istituzione nella definizione di questo strumento.
Non da ultimo, la Presidenza spagnola intende dare rilievo alla dimensione esterna dell'UE, in primo luogo tramite la creazione del Servizio europeo per l'Azione esterna, lavorando insieme all'Alto Rappresentante. Bisognerà agire su diversi fronti dell'azione esterna: la dimensione della sicurezza e la lotta contro il terrorismo, la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, l'apertura commerciale, l'aiuto alla cooperazione.

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