La discussione sulla scelta del governo di respingere le imbarcazioni di immigrati intercettate nel canale di Sicilia ha finora trascurato un dato che dovrebbe indurre ad esprimere valutazioni meno affrettate. Nonostante la diffusa tendenza a dipingere il Mediterraneo come il "ventre molle" dell'Europa, il quadro che risulta dai dati disponibili è infatti assai differente. Come ricorda Ferruccio Pastore (uno dei massimi esperti in materia) in un recente rapporto di Italianieuropei e dalla Feps (
Siamo quindi di fronte ad un vero e proprio mito, alimentato artificiosamente (non solo in Italia ma in tutt'Europa) da gran parte dei media, e sul quale si innestano l'allarmismo e la retorica del centrodestra. Un mito che favorisce la diffusione nell'opinione pubblica di una visione impropria dell'immigrazione irregolare delle sue rotte, e che è strettamente collegato a un atteggiamento asimmetrico dell'Europa verso i suoi due principali confini. Il poderoso investimento economico e politico che in questi anni ha portato ad erigere un vero e proprio "muro" nei confronti del continente africano (che si è tradotto anche nel drammatico aumento del numero dei morti nel canale di Sicilia: dai 200 nel 2004 ai 642 nel 2008, fino ai 339 nei primi 4 mesi del 2009) è infatti innanzitutto il riflesso della scelta europea di privilegiare la direttrice orientale rispetto a quella mediterranea. Per questo, la decisione del governo di contravvenire al diritto internazionale in materia di asilo e alla regola del "più vicino porto sicuro" va contrastata non solo perché è illegittima ed esprime una concezione inaccettabile e assai poco liberale dei diritti individuali (che per Berlusconi sarebbero sacrificabili in nome del fatto che "statisticamente" nelle navi respinte coloro i quali possono chiedere asilo sono solo una minoranza). Ma anche perché essa è il frutto di un'idea di Europa miope e subalterna, che non comprende come la costruzione di una vera partnership euro-mediterranea, fondata sul dialogo e sull'apertura e non sull'erezione di barriere politiche e culturali, sia essenziale per il futuro del nostro continente e per gli interessi dell'Italia.
(su l'Unità di oggi)

Una premessa: sono un tuo possibile elettore, se non altro perchè mi sono laurato su fondi d'archivio del Gramsci, e mi sembri comunque più preparato di Sassoli sulle tematiche europee.
Perchè non si martella su questi dati? Esperienza personale: l'allora badante ucrainia di mia suocera, successivamente regolarizzata, ha fatto entrare tutta la famiglia compreso il marito della figlia, via Polonia (dove pare che i doganieri prendano un sacco di mazzette) e Germania. Aggiungiamoci il fatto che gli scafisti stanno preparando una nuova rotta via mare, vedi Limes, e si vede che si tratta di pura propaganda. Oppure: le dichiarazioni di Berlusconi all'epoca dell'affondamento della nave albanese, in cui diceva "ho studiato diritto della navigazione(! non ci credo manco morto, ndr) e non si possono respingere le navi in acque internazionali" e quelle sui Cpt lager.
Ma, soprattutto: in Europa non possiamo essere il paese di "papi" che ha corrotto Mills e si è messo Minzolini al TG1. Basta con la retorica del "non dobbiamo demonizzarlo", quest'individuo ci sta trascinando in una regressione civile spaventosa e grottesca allo stesso tempo